I Licheni di Gutturu Mannu

Pubblicata il 10/04/2020

Un posto affollato
I licheni sono funghi particolari che stabiliscono una simbiosi con delle alghe o dei cianobatteri. Si tratta in realtà di una simbiosi un po’ sbilanciata: secondo una definizione recente “i licheni sono funghi che hanno scoperto l’agricoltura”. Infatti il fungo mantiene e controlla una popolazione di alghe dalla quale ottiene gli zuccheri che esse producono con la fotosintesi. La contropartita è la protezione che le cellule del fungo (ife) garantiscono alle alghe. È una protezione molto relativa, perché i licheni hanno un corpo (tallo) senza veri e propri tessuti. Essi non sono quindi in grado di regolare la propria temperatura interna e lo stato di idratazione, per cui rimangono in una sorta di equilibrio con le condizioni atmosferiche esterne. Nonostante i presupposti, questa strana organizzazione risulta a quanto pare discretamente vantaggiosa, tanto che i licheni possono colonizzare qualsiasi ambiente: dagli scogli in riva al mare, fino alle vette più elevate; dalle gelide valli dall’Antartide interno, fino ai deserti.
Ogni tronco d’albero e ogni affioramento di roccia nel Parco di Gutturu Mannu sono affollati da centinaia di individui di decine di specie licheniche. L’area è stata parzialmente indagata alla fine degli anni ’80 da un folto gruppo di lichenologi guidato dal Prof. Nimis dell’Università di Trieste. Benché manchi un censimento completo, indicativamente è possibile stimare la presenza nel Parco di Gutturu Mannu di almeno 400-500 specie licheniche che rappresenterebbero più di 1/3 del biota lichenico sardo e circa 1/5 di quello italiano (cfr. ITALIC, il sistema informatico dei licheni italiani: http://italic.units.it/index.php). Ma lo studio della diversità lichenica è in continuo divenire e ogni anno, grazie anche all’ausilio di studi genetici, vengono descritte decine di specie nuove anche in ambienti già relativamente bene esplorati.
 
Licheni Epilitici
 
Cercando l'acqua nel vento
Tra le forme di crescita più particolari dei licheni di Gutturu Mannu ci sono sicuramente quelle delle specie fruticose. I licheni fruticosi possono colonizzare sia rocce sia alberi, ma è su questi ultimi che hanno un effetto più scenografico. Formano ciuffi cespugliosi densi e allungati che decorano come festoni i rami più alti e più esposti. I licheni fruticosi sono più abbondanti in aree, anche di ambienti aridi, ma con disponibilità di aria umida. Infatti, ancora più che altre specie, questi licheni vanno letteralmente a cercare l’acqua nel vento, intercettando l’umidità trasportata dal mare o contenuta nelle foschie mattutine. La loro forma allungata permette di esporre la minore superficie possibile alla luce, limitando al minimo i possibili danni dovuti al calore e alle radiazioni. A Gutturu Mannu è presente una specie molto caratteristica di questo gruppo: Usnea articulata. Le specie di Usnea hanno un cordone centrale ispessito che garantisce resistenza al lichene nella fase di idratazione, quando il peso del tallo può aumentare anche di cinque volte rispetto al peso secco.
 
Crostosi epifiti
Il respiro della pietra
Praticamente quasi ogni singolo centimetro sulle rocce di Gutturu Mannu è colonizzato da un lichene. In questi ambienti la forma dominante è quella dei licheni crostosi. Organismi che aderiscono completamente alla roccia penetrando al suo interno per qualche millimetro con le ife (le cellule del fungo). Su altri substrati, i licheni non sono abbastanza competitivi per avere la meglio sulle ben meglio attrezzate piante superiori. Ma la roccia è diversa, è un ambiente estremo in cui la competizione è limitata. Chiunque di voi abbia mai provato ad appoggiare la mano su un granito sotto il sole estivo può facilmente capire il perché. Come può un organismo sprovvisto di tessuti di protezione resistere su una superficie dove la temperatura può superare i 60 °C? Il segreto è nella sua strategia costosa, primitiva ma efficace. Per limitare i danni, nei momenti più caldi e luminosi della giornata, il lichene si disidrata in modo controllato, entrando in una sorta di stato di quiescenza dove il suo metabolismo è fermo e il contenuto di acqua nelle sue cellule è bassissimo. Non appena le condizioni diventano più favorevoli, si riattiva iniziando a fotosintetizzare e respirare, dando così una parvenza di vita alla roccia inanimata che lo ospita.
 

Fruticosi
Nel rifugio del bosco antico
A Gutturu Mannu, in fondo al bosco più antico, sul tronco di pochi lecci secolari e contorti è ancora possibile trovare una delle specie licheniche più affascinanti: Lobaria pulmonaria (http://italic.units.it/index.php?procedure=taxonpage&num=1376). Lobaria pulmonaria è un grosso lichene foglioso (cioè con una organizzazione interna che sembra quella di una foglia). Benché sia presente in tutto l’emisfero settentrionale, Lobaria è da anni in rapido declino. Secondo studi recenti, le previsioni per il suo futuro non sono delle più rosee e per questo motivo è stata inclusa in diverse Liste Rosse che stabiliscono le priorità di conservazione delle specie. Questo lichene, infatti, ha bisogno di una prolungata continuità dell’ambiente circostante. La pressione antropica causata dalla ceduazione del bosco, dagli incendi e dagli effetti del cambiamento climatico sta progressivamente riducendo il suo habitat. Tuttavia, la conservazione di questa specie e della sua comunità è ancora possibile: per questi licheni il mantenimento anche solo di un piccolo gruppo di grandi alberi in aree rifugio, dove le condizioni microclimatiche siano favorevoli, può garantire ancora per molto tempo la sopravvivenza delle popolazioni. Ma occorre agire subito: il cambiamento climatico non aspetta le nostre decisioni.


Usnea articulata
Differenze sostanziali
Con più di 800 specie distribuite in molti ambienti aridi e semiaridi del pianeta, Xanthoparmelia è in assoluto uno dei generi lichenici con la maggiore diversità (viene infatti definito “megadiverso”). Anche sulle rocce di Gutturu Mannu questi licheni sono tra i più abbondanti e il Parco ospita quasi tutte le 24 specie italiane del genere (cfr. qui per una chiave identificativa in inglese http://italic.units.it/flora/index.php?procedure=ext_key_home&key_id=1593).
L’effettivo valore di questa diversità è ancora molto dibattuto dagli studiosi. Infatti, molte specie di Xanthoparmelia sono distinte quasi unicamente sulla base delle loro caratteristiche chimiche. Come anche altri licheni, le Xanthoparmeliae producono una grande quantità di sostanze del metabolismo secondario (spesso chiamate “sostanze licheniche”) che hanno diverse funzioni, tra cui ad esempio la protezione dai raggi solari o dagli attacchi di parassiti. Alcuni ricercatori hanno però notato una certa variabilità nella produzione di queste sostanze che potrebbe essere almeno in parte in relazione alle caratteristiche dell’ambiente in cui vive il lichene. Indipendentemente dal loro valore tassonomico, le sostanze licheniche rappresentano comunque un aspetto della biodiversità, meno evidente ma non per questo meno affascinante.


Comunità epilitica
C'è azoto e azoto
Per i licheni, così come per tutti gli organismi viventi, l’azoto è un elemento fondamentale che si ritrova nelle principali molecole organiche, come le proteine o lo stesso DNA. Tuttavia, non tutte le specie licheniche hanno le stesse esigenze a questo riguardo; perciò l’azoto si può facilmente rivelare un fattore limitante, per cui la sua scarsità, la sua eccessiva abbondanza o la tipologia delle molecole in cui è legato possono limitare la presenza delle specie in un determinato ambiente.
Tra i licheni di Gutturu Mannu, alcune specie come Xanthoria parietina si ambientano bene in aree arricchite da sostanze azotate, come per esempio le zone di pascolo. Altre specie, come il grosso lichene foglioso Parmotrema perlatum, sono invece particolarmente sensibili all’eccesso di questi nutrienti. Esiste poi un gruppo ancora più particolare. I cianolicheni, tra cui le specie del genere Collema, entrano in simbiosi con cianobatteri invece che con le alghe verdi. Grazie a questa interazione sono in grado di utilizzare direttamente l’azoto atmosferico anche in ambienti dove l’elemento è poco disponibile.
 

Muschi licheni
Nemici-amici
Benché vengano spessi confusi, licheni e muschi non sono per niente la stessa cosa. Addirittura appartengono a due regni diversi: vegetale (i muschi) e fungino (i licheni). La differenza è notevole, tanto che, da un punto di vista evolutivo, un fungo è molto più vicino ad un animale che non a un vegetale. Detto questo, licheni e muschi condividono molte caratteristiche: entrambi hanno un corpo senza veri e propri tessuti (tallo) che non permette loro di regolare la temperatura e il contenuto idrico interno. Condividono di conseguenza anche la maggior parte degli ambienti, anche se i muschi si trovano meglio in situazioni dove è più disponibile acqua allo stato liquido.
Sugli alberi e sulle rocce di Gutturu Mannu, queste caratteristiche si traducono in uno strano rapporto di facilitazione/competizione che fa di licheni e muschi un’indissolubile coppia di nemici-amici. Per i piccoli talli di alcuni licheni fogliosi nelle prime fasi dello sviluppo, crescere sopra il muschio significa avere una maggiore disponibilità di acqua anche nei periodi di maggiore aridità. Però quando il tallo lichenico inizia a diventare adulto instaura con il muschio un meccanismo di competizione per lo spazio che rende i rapporti tra i due molto più burrascosi.
 
Prof. Paolo Giordani, PhD DIFAR - Università di Genova

Categorie flora | licheni

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